Vivere l’esperienza del lutto

Vivere l'esperienza del lutto

PRESENTAZIONE

La morte, anche quando accade nell’ultima età della vita, è un evento che richiede molto tempo per la sua elaborazione, specie se eravamo molto legati alla persona che è venuta a mancare. Non sorprende, dunque, che sentiamo un vuoto quando ci troviamo ad affrontare la morte e tutto cio che essa comporta. Infatti, le descrizioni fatte da insigni psicoanalisti (Freud, Klein, Bion) pongono l’accento nell’assenza di un oggetto che lascia un vuoto nell’Io, a cui si accompagna un sentimento di mancanza. Di conseguenza, quando vi e la perdita di una persona amata e una situazione depressiva, non vi è solo la perdita della persona, ma di un legame dunque una parte dell’Io attaccata all’oggetto di amore. Come afferma Salomon Resnik, il lutto è sempre un doppio lutto perché muore anche una parte di noi, e questa rinvia ad un sentimento di vuoto. Ne consegue che il lavoro del lutto è una morte - rinascita di un Io impoverito in quanlo incapace di vivere il dolore. Perché abbia luogo una maturazione profonda e richiesla una capacità altrettanto profonda: “Vegliate e pregate per non entrare in tentazione..." dice Gesù ai discepoli di Getsemani. Prenderò poi in considerazione il motivo per il quale i discepoli non riconobbero Gesù dopo la morte quando apparve a loro. Forse perché la nostra conoscenza si esprime solo secondo le modalità relazionali, emozionali e sensoriali in cui crediamo di essere stati riconosciuti?

DESTINATARI

Il seminario è rivolto a psicologi e psicoterapeuti

RELATRICE

Dott.ssa Clorinda Salardi

COSTO

La quota di partecipazione è di € 30.00