La relazione narcisistica

La relazione narcisistica

PRESENTAZIONE

Riflettere sul problema del narcisismo è un impegno complesso e importante. L’evoluzione tecnologica della società contemporanea impone grandi cambiamenti individuali e sociali. La relazione affettiva tra le persone assume caratteri di minore intimità e stanno nascendo nuove solitudini. In questo scenario il bisogno di ascolto, il mettersi a disposizione sembra divenuto un bene raro e prezioso – poiché le relazioni sono sempre più supportate da mediatori elettronici, mentre il corpo non partecipa più all’incontro, o vi partecipa in modo sempre più vuoto di significati. Le relazioni sempre più “fredde”e più virtuali creano nuove forme di scissione mente-corpo. Nell’analizzare i sintomi clinici come il desiderio di morire o di ritirarsi in uno stato di inerzia o inesistenza, ho in genere scoperto, dopo una indagine approfondita, l’esistenza di una distruttività attiva diretta dal Sé non solo contro gli oggetti (persone, affetti, sentimenti), ma contro parti stesse del Sé. Il modo di vivere onnipotente distruttivo di certi pazienti appare spesso organizzato, come se si avesse a che fare con una banda potente dominata da un capo, che controlla tutti i membri affinché si aiutino l’un l’altro nel rendere più efficace e penetrante il lavoro criminale e distruttivo. Spesso, quando un paziente di questo tipo fa progressi in analisi e vuole cambiare, sogna di essere aggredito da membri della mafia o da giovani teppisti. Questa organizzazione narcisistica sembra avere lo scopo di preservare l’idealizzazione e il potere superiore del narcisismo distruttivo. Cambiare, ricevere aiuto, implica debolezza e viene sperimentato come qualcosa di sbagliato o un fallimento dell’organizzazione narcisistica distruttiva, che fornisce al paziente il suo sentimento di superiorità. Clinicamente, è essenziale aiutare il paziente a trovare e a salvare la parte sana e dipendente del Sé dalla sua posizione di ostaggio all’interno della struttura psicotica narcisistica, poiché essa è in collegamento con la relazione oggettuale positiva verso l’analista e il mondo. Quando il processo viene evidenziato, si possono osservare gli impulsi invidiosi e distruttivi del Sé che sono stati isolati e allora l’onnipotenza crolla, rivelando le sua natura infantile che gli impedisce di crescere.

DESTINATARI

Il seminario è destinato a psicologi e psicoterapeuti

RELATORE

Dott.ssa Clorinda Salardi, Psicoterapeuta.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Per esterni € 50 - Per allievi o ex allievi IAI € 40.

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