Si costituisce il 22 aprile 1992 con atto notarile.
Soci fondatori sono
M. AGOSTO, M. ALDOVINI, G. BELLUSSI, M. C. BIANCHINI, M. CALLEGARI, P. CAPPELLOTTO, R. CAROLLO, C. d'ELIA, C. DOLCETTI, M. R. DOMINICI, C. FERRARI, L. GREZZI, G. LENISA, E. MANZATO, C. PANSINI, P. PILIEGO, E. QUEIROLO, C.A. ROBOTTI, P. ROSSI, C. SALARDI, A. TRIDENTI, G. TURRINI.
L'Associazione con sede in Cremona presso l'Istituto di Analisi Immaginativa - Scuola Superiore di Formazione in Psicoterapia, Via Dante, 209, è nata con lo scopo di accogliere gli ex allievi della Scuola, che ne facciano apposita richiesta, e di fornire aggiornamento, supervisioni e canali di ricerca nel campo dell'immaginario.
L'Associazione ha altresì il ruolo specifico di sviluppare, divulgare e proteggere il Metodo dell'Analisi Immaginativa. L'iscrizione presume il completamento dell'iter formativo all'interno della Scuola, la compilazione di un apposito modulo ed il pagamento della quota prevista c/o il conto corrente dell'associazione stessa.
Dal 1992 vi sono state numerose variazioni tra i soci.
Dal 8 giugno 2003 Organo Direttivo
- Dr.ssa MARISA CALLEGARI
- Presidente
- Dr. CESARE d'ELIA
- Vice Presidente
- Dr. ENRICO CARUSO
- Segretario
L'Analisi Immaginativa è una psicoterapia analitica-psicodinamica in quanto fonda le sue premesse teoriche nella dottrina psicoanalitica, così come si è delineata nei suoi sviluppi post-freudiani e post-kleiniani. La teoria analitica è integrata con la tradizione internazionale che utilizza l'immaginario in psicoterapia (R. Desoille, H. Leuner, A. Virel).
Nel suo indirizzo clinico l'Analisi Immaginativa integra quindi i modelli epistemologici provenienti dalla psicoanalisi con le esperienze della psicoterapia dell'immagine, operando una sintesi che la configura come una psicoterapia ad orientamento analitico, che ha nell'approccio al mondo immaginario la sua caratteristica distintiva.
In Analisi Immaginativa, l'immaginario ha un ruolo fondamentale nel processo di rappresentazione del mondo interno del paziente con i suoi molteplici affetti e desideri, con i suoi meccanismi di difesa ed i contenuti transferali. Diventa pertanto essenziale la funzione di contenimento (la rèverie, secondo Bion) del terapeuta, il quale nel suo lavoro d'interpretazione tiene conto del proprio controtransfert.
Seguendo il paradigma kleiniano, l'immaginario ha peraltro il ruolo di presentazione del rimosso e della dinamica tra gli oggetti interni stratificati nell'inconscio, dal momento che esso è fortemente pregno degli affetti che hanno caratterizzato le relazioni del bambino con i genitori e con l'ambiente, contribuendo in maniera fondamentale alla formazione della personalità e del carattere.
All'immagine è sottesa la fantasia inconscia, che si carica di significato nuovo nella relazione terapeutica ed acquista una funzione fondamentale di conoscenza del mondo interno emozionale del paziente, il cui immaginario tende a modificarsi in relazione alle trasformazioni del suo mondo interno.
L'immaginario mostra eventi fondamentali dell'incontro con le paure, le frustrazioni, le aspirazioni, la dipendenza, l'asimmetria della relazione e le difese relative ai sentimenti dolorosi attivati nel transfert. Ad esempio, quando il paziente si avvicina alla “posizione depressiva” (Klein), l'immaginario si arricchisce e diventa più dinamico ed articolato.
Per quanto esposto, l'Analisi Immaginativa è da considerarsi una psicoterapia psicoanalitica che include nel suo setting la possibilità per il paziente di esprimersi non solo con le parole e le associazioni verbali, ma anche con il linguaggio delle immagini.